Cervello digitale e mani sartoriali: ecco i segreti della camicia perfetta

Quando l'intelligenza artificiale guida le sapienti mani di un sarto ecco che il prodotto confezionato è praticamente perfetto.

a cura di Federica Venni

24 maggio 2021

Quando l'intelligenza artificiale guida le sapienti mani di un sarto ecco che il prodotto confezionato è praticamente perfetto. Una camicia cucita addosso senza impazzire con le misure e realizzata senza quella disperata caccia all’artigiano che non sempre è a portata di desiderio o di necessità.

Ed è proprio da un bisogno, come spesso accade per le startup, che è nata l’idea cha ha portato alla creazione di Tresarti, la sartoria digitale Made in Italy.

«Tre di noi si trovavano a Ginevra per uno stage post universitario in una multinazionale americana», racconta Andrea Mecaci, uno dei fondatori: «Trovandoci in un nuovo ambiente lavorativo piuttosto formale avevamo bisogno di rinfrescare l’armadio per l’ufficio. Ci scontrammo con la dura realtà, avere una camicia su misura in Svizzera è un’impresa perché i sarti ormai si trovano quasi solo in Italia e anche i capi industriali, persino quelli più dozzinali, costano molto»

Ma come fare per farsi confezionare una camicia su misura a distanza? Ed ecco qui l’idea: «I sarti italiani sono artigiani tradizionali, alcuni non utilizzano Internet e lavorano molto lontani dal mondo digitale; riflettendo su questo aspetto abbiamo deciso di creare noi la connessione con i loro potenziali clienti, dall’Italia ma soprattutto dall’estero».

Tresarti non è solo un’ecommerce di camicie su misura, ma è un vero e proprio laboratorio digitale. Andrea, Giampiero Giunta, Alessandro Cavinato, Francesco Iorio e Marco Biral si sono inventati, e presto lo brevetteranno, un sistema di misurazione digitale che accorcia le distanze e rende accessibile e veloce l'acquisto del capo.

Quella ideata dal team di Tresarti è una tecnologia di misurazione digitale basata sul machine learning che prende le misure del corpo in maniera molto accurata (ad oggi la precisione è di oltre il 97%): basta scattare un paio di foto con lo smartphone, una frontale e una laterale, e il gioco è fatto. 
Credit: Ph Riccardo Piazza

Credit: Ph Riccardo Piazza

Progettata l'idea, creare e sviluppare la tecnologia non è stato difficile perché, scherza Andrea, «avere un informatico esperto come Alessandro nel team è stata una gran fortuna che ci ha permesso di costruire tutto il sistema di misurazione digitale internamente». Così, con l’aiutino delle classiche prove e misurazioni fisiche a cui sono stati sottoposti gli amici per fare il confronto con il lavoro dell'intelligenza artificiale, si è man mano ridotto sempre di più il margine di errore: «Abbiamo lavorato con un metodo di trial and error che ci ha consentito di raggiungere la precisione che abbiamo oggi».

Una volta scattata la foto basta caricarla sulla App, la quale prende digitalmente le misure, proprio come farebbe un sarto in persona.

Il cliente prima di tutto sceglie la sua camicia. E lo fa tra trecento tessuti, tutti italiani e di alta qualità prodotti da Canclini 1925, molti dei quali sono bio o riciclati, e cento milioni di combinazioni diverse: la fantasia, il colletto, il polsino, la vestibilità.

Una volta definito ogni dettaglio, basta scattarsi un paio di foto tramite l’App, che prende digitalmente le misure, proprio come farebbe un sarto in persona. 

A ordine inoltrato, a confezionare il capo ci pensa una storica camiceria del cremonese. Della App di Tresarti è stata sviluppata anche una versione business: si chiama Tailor Corner e consente ai negozi tradizionali di offrire un servizio di camicie su misura senza tutte le fatiche che questo comporta: rifornirsi di tessuti o contemplare lo spazio per un magazzino, ad esempio. 

Cervello digitale e mani sartoriali: ecco i segreti della camicia perfetta

Credit: Ph Riccardo Piazza

Agli scettici, che ancora non si capacitano di come il digitale possa convivere, senza mortificarla, con una delle più antiche e preziose tradizioni manuali come la sartoria, Andrea risponde così: «Tresarti nasce per aiutare il sarto e portarlo nella contemporaneità, connettendo il suo lavoro al cliente in maniera semplice e veloce».

L'intelligenza artificiale, ne sono convinti i ragazzi di Tresarti, sarà il futuro dell'abbigliamento, sotto diversi aspetti: «Il digitale rende tutto più accessibile, può essere impiegato in qualsiasi segmento dell'industria, dalla nascita del brand fino al consumatore, migliora in maniera significativa l'esperienza dell'acquisto e della customizzazione».

Insomma diventa tutto più interessante ed efficiente: «Basta pensare all'influenza che sta avendo la gamification nel mondo della moda per capire dove stiamo andando, o alla blockchain che sarà fondamentale, nei prossimi anni, per tracciare i prodotti e i loro percorsi, dalla materia prima utilizzata al processo produttivo e per certificarne la sostenibilità». Sì perché un altro vantaggio del digitale, nel settore, è l'impatto ambientale: «Oggi, in un mondo ancora molto orientato al fast fashion, vengono prodotte infinità di collezioni e oltre il 90% dei resi finisce in discarica. Con uno spreco di risorse ed energia e un danno incredibile per il pianeta. Tresarti invece confeziona abbigliamento on demand, eliminando il problema della sovrapproduzione e azzerando quasi completamente quella brutta abitudine dei resi che ha preso piede con l’ecommerce: con una misurazione così precisa è davvero difficile che ci sia la necessità di restituire il prodotto acquistato. I nostri clienti sono soddisfatti e la sartoria Made in Italy digitalmente tradizionale ritrova il suo spazio nel mondo della moda»

 
 
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