Una bellezza sempre più verde

A Milano, nel quartier generale italiano di L’Oréal, si respira ogni giorno l’aria delle grandi sfide.

a cura di Paola Centomo

fotografie di Lea Anouchinsky

Qui, in questa imponente eppur leggerissima struttura rivestita da una pelle in vetro che spande luce ovunque e si spalanca sul grande giardino interno, si concretizza la vision di un gruppo globale che sta innovando, a tappe tumultuose, il mondo della bellezza intrecciando i suoi beauty-brand, ormai iconici, a uno dei temi più caldi del momento: la sostenibilità ambientale.

Tra i duemila collaboratori italiani, l’obiettivo dichiarato dal Gruppo di “Rendere la bellezza sostenibile e rendere bella la sostenibilità” è un mantra. Di più, è un’attitudine che ispira idee, strategie e comportamenti.

E del resto, proprio qui, nel quartier generale milanese, è stata qualche settimana fa annunciata la conquista di un primato mondiale che è solo l’ultima conferma in ordine di tempo del successo della strategia messa in campo: la tripla A assegnata per il terzo anno consecutivo da CDP, organizzazione no profit di rendicontazione ambientale, un riconoscimento che pone l’Oréal sui pinnacoli più alti, a livello mondiale, della sostenibilità ambientale. E che dà al gruppo ulteriore combustibile per alimentare le sfide in campo lanciate con il progetto internazionale Sharing Beauty with All: entro il 2020, tutti i 42 stabilimenti di L’Oréal nel mondo dovranno ridurre del 60%, rispetto al 2005, le emissioni di anidride carbonica, del 60% il consumo d’acqua e la produzione di rifiuti e non dovranno più immettere rifiuti nelle discariche.  

Un dettaglio dei mascara prodotti nello stabilimento italiano di L’Oréal

Nello stabilimento italiano del gruppo, a un’ora e poco più di auto da Milano, gli obiettivi fissati per il 2020 hanno già da tempo la consistenza della realtà: nei centomila metri quadrati d’area produttiva di Settimo Torinese, un immenso tappeto di 14.000 pannelli fotovoltaici steso sul tetto cattura già al primo sguardo il visitatore che arriva qui, manifestazione visibile di un’evoluzione tecnologica che ha reso lo stabilimento italiano un vero modello di sostenibilità. "Siamo fieri del lavoro che abbiamo fatto. Dal 2015 l’impianto ha ridotto del 100% le emissioni di anidride carbonica", esordisce l’ingegnera Stefania Frossasco, che dirige lo stabilimento, riassumendo il brillante risultato, che è stato raggiunto attraverso una combinazione di più fonti rinnovabili: 48.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, che garantiscono il 35% del fabbisogno elettrico; una centrale a biomassa che, valorizzando gli sfalci agricoli, assicura energia elettrica e acqua calda; la rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento presente sul territorio e il biogas, ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti organici e impiegato per i processi che richiedono l’utilizzo di vapore. 

"Dopo aver concluso il progetto Zero emissioni, ci siamo dedicati all’acqua e oggi siamo quel che si chiama una “fabbrica secca”: ricicliamo il 100% delle acque di lavaggio e la sola acqua che consumiamo è quella usata come materia prima dei prodotti che produciamo", dice spiegando che  tecnologie innovative sono alla base del risultato raggiunto: si tratta di sistemi di ultrafiltrazione e vasche per la depurazione biologica, associati a un evapoconcentratore, a una stazione di depurazione e a un sistema a osmosi inversa. "Quanto ai rifiuti, dal 2015 non un grammo viene più conferito in discarica e stiamo lavorando con il Politecnico per individuare una tecnologia innovativa capace di riciclare anche i residui del sistema di riciclo dell’acqua, per produrre energia", afferma questa ingegnera gestionale quarantasettenne che tre anni e mezzo fa ha preso tra le sue mani il timone dello stabilimento, che si è laureata quando studiare ingegneria era per una donna una rarità e che ha sempre aspirato a essere nel team di L’Oréal, dove effettivamente lavora da vent’anni. "All’università", racconta, "i miei compagni sognavano i cuscinetti a sfera, io sognavo L’Oréal. Sono entrata qui grazie a uno stage, per il quale ho lasciato una borsa di studio con un’assunzione garantita. Oggi sento l’orgoglio di operare in un gruppo che crede nella forza delle persone che ci lavorano".

Un dettaglio degli scovolini da mascara L’Oréal

Circa trecentocinquanta sono, appunto, i dipendenti dello stabilimento, impegnati nella produzione di mascara e polveri (fard, ciprie, ombretti) dei brand L’Oréal Paris e Maybelline NY e di shampoo e balsami di Fructis Garnier e Franck Provost e brand non distribuiti in Italia, i quali, usciti da qui, raggiungono gli scaffali di 36 Paesi, in prevalenza europei. In questo stabilimento, che è tra i più grandi e produttivi del Gruppo, i carrelli guidati dai laser percorrono in marcia solitaria e senza intervento umano i corridoi dai pavimenti tirati a lucido, facendo la spola tra i magazzini e l’area produttiva: qui maestosi cilindri d’acciaio che custodiscono la materia composta secondo la ricetta francese -  ad esempio, quelli dei mascara ne contengono ben 200 chili l’uno - attendono che il proprio carico sia iniettato nei canali sopraelevati e poi da qui imbottigliato nelle confezioni spinte sui nastri trasportatori come su piccole autostrade, poi tappato, quindi etichettato, infine inscatolato, in un processo in cui le migliaia di contenitori in movimento rapidissimo restituiscono agli occhi l’illusione di un’unica onda mobile di colore.

La polvere L’Oréal

"La grande sfida è ridurre il peso della plastica dei prodotti, puntare sempre di più su materiali riciclati e riciclabili, per arrivare a packaging dall’impatto neutro", aggiunge Stefania Frossasco, che mette l’accento anche sull’aspetto, cruciale, delle formule, come del resto ha fissato il progetto Sharing Beauty with All, secondo cui “il 100% dei cosmetici dovranno migliorare entro il 2020 le loro performance ambientali e sociali”, per esempio curando che le materie prime rinnovabili impiegate siano sempre reperite in modo sostenibile. 

Il resto lo faranno i consumatori, quel miliardo già raggiunto dai brand del gruppo e il miliardo di nuovi che questo colosso della bellezza vuole ora avvicinare: L’Oréal progetta di sfruttare la forza dei propri brand per informarli e incoraggiarli ad adottare consumi più sostenibili. L’obiettivo è altissimo: incrementare la bellezza del pianeta.  

 

Particolare di mascara
Dettaglio di packaging
Terra L'Oréal
Un particolare dello scovolino per mascara