Mercato del lavoro a Milano: dati di flusso

speciale: Il lavoro a Milano

edizione 2019

Il flusso di imprese rilevato da Movimprese

Movimprese è l'analisi statistica della nati-mortalità delle imprese condotta a cadenza trimestrale da InfoCamere, per conto di Unioncamere, sugli archivi di tutte le Camere di Commercio italiane. Tra le imprese registrate (vale a dire tutte quelle presenti in archivio e non cessate) sono conteggiate sia aziende che esercitano effettivamente un’attività (attive) che aziende in altro stato (inattive, sospese, in liquidazione, fallite). 

Per monitorare gli andamenti utilizziamo quindi il tasso di variazione delle imprese attive, così da non incorrere negli effetti distorsivi insiti nelle cancellazioni d’ufficio (procedure amministrative periodicamente condotte sugli archivi che avvengono in ritardo rispetto alle date di riferimento) che rientrano nel calcolo degli indicatori comunemente utilizzati (tasso di natalità, tasso di mortalità e tasso di crescita o sviluppo). 

Le imprese italiane registrate nel 2018 sfiorano 6,1 milioni; tra queste, quelle attive ammontano a circa 5,1 milioni.  Le nuove iscrizioni avvenute nel corso dell’anno sono state quasi 350mila, a fronte di 300mila cancellazioni alle quasi bisogna aggiungere 40mila cancellazioni d’ufficio che riducono il saldo positivo da 40mila a 10mila. Il numero di imprese attive, a conti fatti, è rimasto sostanzialmente invariato (+594 unità).

La Lombardia si colloca in linea con il trend nazionale, registrando una variazione pressoché nulla: +132 imprese, sul totale di 816mila.

Da questo scenario statico si distingue Milano, che realizza un saldo positivo di ben 3.512 imprese attive in più rispetto al 2017 (pari al +1,2%), mentre a Monza Brianza si conferma in linea con la dinamica lombarda (anche se il segno è negativo: -19 imprese attive) e a Lodi continua l’emorragia con la contrazione dello stock di imprese attive di altre 70 unità (-0,5%).  Nel loro insieme le imprese attive del territorio considerato aumentano di 3.423 unità, corrispondenti al +0,9%.

A livello di settore il 2018 ha registrato un ulteriore, generale ridimensionamento del numero di imprese manifatturiere, compensato da una diffusa crescita del settore dei servizi alle imprese (che raggruppa i comparti J “servizi di informazione e comunicazione”, M “attività professionali, scientifiche e tecniche”, K “attività finanziarie e assicurative”, N “noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”, L “attività immobiliari “).

Gli altri settori (universo ampiamente differenziato cui sono stati ricondotti per semplicità tutti i settori diversi dal manifatturiero e dal terziario avanzato: agricoltura, edilizia, commercio, ecc.) registrano una leggera contrazione. Nell’insieme di Milano + Monza Brianza + Lodi il manifatturiero cede solo il -0,9%, contro l’1,0% italiano ed il -1,2% lombardo: tra le province incluse nel territorio la performance peggiore è quella della Brianza, dove il numero di imprese manifatturiere attive nel 2018 è sceso del -1,7%.

Tra i pochi comparti con andamenti positivi e uniformi sul territorio nazionale si confermano – come nel 2017 - la riparazione, manutenzione e installazione macchine (+3,2%) e le bevande (+1,3%). Le specificità a livello provinciale rispetto a questi due settori sono il comparto del mobile (+2,2%) a Milano l’alimentare (+1,7%) a  Monza Brianza e gli altri mezzi di trasporto (+14,3%) a Lodi.  Tra i settori manifatturieri in maggiore sofferenza in Italia troviamo quello del legno (-3,1%) e dei computer (-2,4%). Il legno va male anche in Lombardia (-3,8%, come petrolio e farmaceutica).   

Il comparto farmaceutico registra un sensibile calo anche a Milano (-4,0%), dove cede anche il petroliero (3,8%); quest’ultimo comparto a Monza Brianza registra un forte ridimensionamento2 (-33%), mentre a Lodi sono in grande difficoltà gli altri minerali non metalliferi (-8,6%) e la branca dei computer (-7,1%).