L'alto valore dell'energia nell'economia italiana e lombarda

speciale: Energia

REF ricerche

Centro Studi Assolombarda

a cura di Elena Montobbio

L’energia è vitale per ogni attività umana. Nulla di quello che consumiamo, produciamo, scambiamo e investiamo esisterebbe senza questa filiera.

Quanto vale in Italia e in Lombardia il settore energia? 
Quali sono gli altri settori che si attivano e che formano l’ecosistema energia?

Energia in senso stretto: estrazione, produzione, trasmissione, distribuzione e commercio di energia Manifattura Ingegneria & Costruzioni e servizi Trasporti Telecomunicazioni Ricerca e sviluppo Lecosistema energia

L’ecosistema energia crea 62 miliardi di valore aggiunto in Italia, di cui 11 in Lombardia...

11 miliardi di euro in Lombardia 62 miliardi di euro in Italia

ITALIA

Energia “in senso stretto” Ecosistema energia 2,0% sul totale economia 30 MILIARDI DI EURO 62 MILIARDI DI EURO 4,2% sul totale economia MOLTIPLICATORE 2,1

LOMBARDIA

Energia “in senso stretto” Ecosistema energia 1,5% sul totale economia 5 MILIARDI DI EURO 11 MILIARDI DI EURO 3,3% sul totale economia MOLTIPLICATORE 2,2

Il “moltiplicatore” è pari a 2,1 in Italia: ogni euro di valore aggiunto generato nel segmento ‘energia in senso stretto’ ne attiva più di un altro nel resto dell’economia:

Il “moltiplicatore” è pari a 2,2 in Lombardia: ogni euro di valore aggiunto generato nel segmento ‘energia in senso stretto’ ne attiva più di un altro nel resto dell’economia:

Considerando anche l’indotto, l’ecosistema energia vale quasi 62 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero il 4,2% dell’economia nazionale.

Aggiungendo l’indotto, l’ecosistema energia vale quasi 11 miliardi di euro, ovvero il 3,3% dell’economia regionale.

VALORE ECOSISTEMA ENERGIA IN ITALIA ECONOMIA NAZIONALE
VALORE ECOSISTEMA ENERGIA IN LOMBARDIA ECONOMIA REGIONALE

...è caratterizzato da un’elevata intensità di capitale...

Il peso dell’energia sullo stock di capitale e sugli investimenti del Paese è elevato; il segmento “energia in senso stretto” infatti vale:

il 4,5% dello stock di capitale (sul totale economia nazionale)

il 3,9% degli investimenti (sul totale economia nazionale)

La filiera dell’energia è dunque cruciale per la dotazione di capitale e infrastrutture dell’Italia. E lo sarà ancora di più in futuro, considerando i target europei e nazionali per i prossimi decenni.

...e impiega 601 mila unità di lavoro

ITALIA

601.000

UNITÀ DI LAVORO

LOMBARDIA

93.000

UNITÀ DI LAVORO

Nel segmento “energia in senso stretto” l’occupazione incide per lo 0,4% sul totale economia, pari a 101 mila unità di lavoro. Se si considera anche l’indotto, l’incidenza sale al 2,5%, attivando occupazione per 601 mila unità.

Il segmento “energia in senso stretto” genera 18 mila unità di lavoro, che aggiungendo l’indotto arrivano a 93 mila unità di lavoro.

L’identikit delle imprese milanesi dell’ecosistema energia: internazionalizzate, innovative, attente al capitale umano

Si considera un panel di circa 150 imprese operanti nell’ecosistema energia e classificabili nei seguenti segmenti:

Manifattura: produzione e vendita di componentistica, apparecchiature e package per l’energia

Ingegneria & Costruzioni e servizi: ingegneria, costruzioni e servizi collegati per l’energia

Energia in senso stretto: estrazione, produzione, trasmissione, distribuzione e commercio di energia

Quali sono le loro caratteristiche?

presenti sui mercati internazionali, soprattutto le imprese della manifattura e dell’ingegneria & costruzioni, inclusi i servizi

più piccole delle concorrenti, come la maggior parte delle imprese italiane

attente alla sostenibilità, infatti nel loro mix energetico l’elettricità da fonti rinnovabili supera quella generata in modo convenzionale

propense a investire, soprattutto in tecnologie avanzate: il 90% delle imprese ha pianificato investimenti con contenuto tecnologico e di innovazione medio-alto

con una quota significativa di dipendenti laureati: in oltre la metà delle imprese la quota di laureati sui dipendenti supera il 30%

profondamente inserite nelle catene globali del valore: l’85% delle imprese sono internazionalizzate (export, import, sedi all’estero, …)

consapevoli che la tecnologia 4.0 sta cambiando i rapporti dentro le filiere: soprattutto nello scambio dei dati e delle informazioni.

Fonti: Centro Studi Assolombarda e REF ricerche