Intreccio vincente

Tecnologia, visione e un pizzico di follia creativa: come si è trasformata l'azienda Cifra.

a cura di Federica Venni

video di Dario Di Agostino

Il suo fondatore non poteva certo immaginarsi, qualche decennio fa, che l’intreccio delle reti per le olive prodotte dalla sua azienda sarebbe diventato il segreto di un successo imprenditoriale in tutt’altro campo. Eppure la realtà, talvolta, supera le fantasie più audaci.

A Verano Brianza, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, c’era un capannone che produceva reti in prevalenza ad uso agricolo. Oggi c’è un’eccellenza di quattromila metri quadrati fatta di novanta persone, trenta macchine ad alta tecnologia, ottomila capi confezionati e ottanta ore di creatività al lavoro ogni giorno. 

Si chiama Cifra ed è una delle imprese leader nel mondo nella tecnologia Warp Knit Seamless, un processo innovativo che permette di realizzare in maniera tridimensionale capi d’abbigliamento senza cuciture: dalle calze agli indumenti sportivi, passando per una maglieria che coniuga moda, design e tessuti d’avanguardia. Cifra confeziona pezzi personalizzati e unici che vengono venduti ai più importanti brand internazionali. 

Quella di questa azienda, e del suo CEO Cesare Citterio, è una storia di lungimiranza imprenditoriale, di riscatto e di resilienza. Un esempio di come dai periodi di crisi, con studio, caparbietà e qualche pizzico di follia misto a fortuna, possa nascere un’idea innovativa e vincente. 

“L’azienda, fondata da mio nonno e mio padre, - racconta Citterio - operava nel settore tecnico agricolo: quel tipo di prodotto era povero per definizione, ma incontrava le esigenze del mercato di allora. Si vendeva molto in Italia, ma anche in Grecia, ad esempio”. All’inizio del nuovo millennio, però, quando la concorrenza delle imprese cinesi e più in generale della manodopera a basto costo non lascia più scampo, lui, fresco di laurea in ingegneria e arrivato da poco nell’impresa di famiglia, capisce che o si converte la produzione o si chiude. 

“Bisognava pensare a qualcosa di diverso ma intuii che prima di capire cosa fare era necessario vedere il mercato, anche e soprattutto fuori dall’Italia. Così andai in Germania, in un’azienda che produceva con tecnica Warp, la stessa che utilizzavamo noi per le olive. Lì, in un anno, imparai tutto ciò che si poteva fare utilizzando quel sistema e tornai qui, alle porte di Milano, per metterlo a frutto. È allora che Cifra inizia a vendere calze lavorate: per i calzifici non è conveniente produrle in house, soprattutto a causa dei costi elevati delle warping machines. Così inizia ad investire proprio sui macchinari, acquistandone molti per depotenziare la concorrenza, diventando leader nel settore. 

Sono anni di sacrifici, in cui la maggior parte delle entrate vengono assorbite per pagare i dipendenti e le nuove macchine. Poi il mercato infligge un’altra batosta: nel 2009 arriva la crisi che spazza via tutto, insieme agli ordini da parte dei calzifici. “Avevo perso le speranze - ricorda Citterio - e bisognava ricominciare tutto da capo, un’altra volta. Ma dal buio nasce una seconda intuizione e i “buchi” delle calze lavorate sono diventati i fori traspiranti di molti capi sportivi. “Abbiamo capito che con le stesse macchine che avevamo utilizzato fino ad allora potevamo creare una sorta di calza ingrandita”

Le macchine Warp acquistate negli anni iniziano quindi a confezionare capi perfetti per lo sport: i ventimila fili che dalle rocchette, seguendo i disegni progettati dai creativi di Cifra, entrano nei macchinari diventano quasi come per magia capi unici che vengono spediti in tutto il mondo per essere cuciti e tinti, fino ad arrivare negli showroom e nelle vetrine dei brand - da Adidas a Lululemon - che li espongono per arricchire le loro collezioni. 

“L’innovazione continua è ciò che ha permesso all’azienda non solo di sopravvivere, ma di crescere”. Ed è proprio l’innovazione, giochi di parole a parte, la cifra di questa impresa: articoli personalizzati, realizzati con tecnologie brevettate, che non hanno cuciture, non si smagliano, sono molto resistenti, fasciano e mappano il corpo di chi li indossa come una seconda pelle che può respirare attraverso le trame dei suoi disegni unici. 

Piccoli capolavori del tessile che, questa è la sfida futura, puntano a diventare ecosostenibili. “Oggi la sostenibilità è tutto, la strada è quella e non si torna indietro. Noi già utilizziamo alcuni tipi di filati che vanno in questa direzione. Siamo già molto fortunati perché il nostro processo produttivo, non essendoci scarto di filo, è già zero waste. Nylon o lycra che da scarti di produzione tornano ad essere materia prima e filati riciclati dalle reti da pesca o dagli avanzi di moquette: il futuro è qui. 

La produzione di Cifra ha il timbro Oeco-Tex, la certificazione tessile più diffusa a livello europeo quando si parla di moda sostenibile. E ora punta ad intrecciare le novità dei materiali e dei filati con quelle del design, provando a scommettere su capi che valichino i confini dello sportswear. Le prossime novità saranno presentate a Milano Unica, il salone italiano del tessile: “A guidare le nostre scelte è e sarà sempre l’ambizione di creare capi insostituibili. Noi non vogliamo diventare grandi, ma semplicemente unici”.

Cifra
Music: The Lounge by Benjamin Tissot (www.bensound.com)