L'economia della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo - Giugno 2020

A maggio la Lombardia riparte, recuperando la caduta di aprile. Ma resta il segno meno rispetto al pre Covid.

L’economia lombarda è ripartita. Il punto di minimo toccato ad aprile nel pieno del lockdown è stato superato e a maggio l’attività produttiva si è riportata in media sui livelli di marzo: il recupero è proseguito gradualmente (l’attività risulta maggiore a fine maggio rispetto alla prima settimana), ma è ancora parziale, tanto che tutti gli indicatori continuano a evidenziare segno negativo rispetto al periodo pre-Covid. Il quadro è coerente anche con la rilevazione condotta a metà maggio su circa 400 imprese dell’industria e del terziario associate ad Assolombarda, che nel 28% dei casi dichiarava di essere ancora parzialmente (21%) o totalmente chiuso (7%), a fronte del 72% completamente aperto. Analogamente, rimane elevata al 47% la percentuale dei dipendenti delle imprese ancora in smartworking.

Il lento recupero in Lombardia sta avvenendo dopo un crollo più forte che nella media nazionale, nell’ordine del -35% a marzo, del -45% ad aprile e del -30% a maggio secondo le nostre stime su base annua. È stato uno shock omogeneo per classi di impresa: le piccole, le medie e le grandi del manifatturiero lombardo hanno sperimentato tutte una contrazione di analoga entità (-10% la produzione nel primo trimestre 2020). Importante è stata anche la battuta d’arresto dell’export (-3,0% nel primo trimestre, con un calo verticale del -13,1% a marzo), che ha coinvolto tutti i settori con le uniche eccezioni della farmaceutica e dell’alimentare. I comparti più colpiti nelle vendite all’estero sono invece automotive, metalli e meccanica, con flessioni superiori al -10%.

Il progressivo miglioramento nel corso del mese di maggio è comunque chiaro. Secondo i dati settimanali dei consumi di energia elettrica, in Italia nella prima settimana di maggio il calo è stato pari al -11% rispetto al 2019, per poi ridursi al -7% nell’ultima settimana. In Lombardia rileviamo una ripresa similare, pur leggermente più lenta. Così, la flessione del traffico dei veicoli pesanti che tra il 4 e il 10 maggio era ancora del -28% rispetto al 2019 sulle tangenziali milanesi, tra il 18 e il 24 del mese si è riassorbita al -17%. E anche gli spostamenti per motivi di lavoro sono ripartiti rispetto al periodo antecedente le limitazioni alla mobilità, -35% a inizio giugno in Lombardia, dopo il -50% circa rilevato da Google Maps a metà maggio.

Il perdurare della situazione di gravità emerge chiaramente nel livello ancora basso della fiducia delle imprese a maggio. Soffrono tutti i settori, ma i più colpiti restano i servizi. Per il manifatturiero la caduta dell’indice di fiducia a maggio rispetto a marzo è di 16 punti percentuali nel totale Italia e di 17 punti nel Nord-Ovest (con cali abbastanza similari tra tipologie di industrie), per i servizi di 37 punti percentuali nel totale Italia e di 26 punti nel Nord-Ovest (con addirittura -54 punti nei servizi turistici). Ricordiamo che nel mese di aprile l’Istat non ha effettuato la rilevazione, ma verosimilmente si sarebbe registrato il punto di minimo della serie.

Sulla possibilità di pieno recupero nei prossimi mesi, occorre considerare che nel manifatturiero le attese nel breve termine sugli ordini, sia interni sia esteri, restano molto negative e che le scorte di prodotti finiti nei magazzini sono in accumulo in molti settori: entrambi i fattori pesano sulla velocità della ripartenza avviata

La fiducia cede anche sul fronte dei consumatori, seppur in questa fase cada meno rispetto alle imprese. Il clima di fiducia perde a maggio altri 6 punti in Italia e 5 nel Nord-Ovest rispetto a marzo, quando la flessione era stata di 10 punti rispetto a febbraio. Almeno per ora, le valutazioni sulla situazione attuale dell’economia sono decisamente peggiori rispetto a quelle relative alla propria condizione familiare.

Dai dati disponibili sul mercato del lavoro relativi ai primi tre mesi del 2020 si iniziano a cogliere gli impatti indotti dall’emergenza sanitaria e della crisi economica. In Lombardia tra gennaio e marzo si rileva una diminuzione di -3 mila occupati, indotta da un calo degli occupati indipendenti (-35 mila) cui si contrappone un aumento dei dipendenti (+32 mila). Considerata la flessione dell’occupazione, la discesa del tasso di disoccupazione al 4,8% è un elemento negativo, in quanto riflette l’aumento degli ‘inattivi’, ossia di coloro che, scoraggiati dalla situazione, hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro.

Per trarre indicazioni tempestive sull’evoluzione in corso, è utile il monitoraggio degli annunci di lavoro pubblicati sul web di fonte Burning Glass-Crisp. Ad aprile la caduta in Lombardia è del -51% rispetto all’anno precedente (dopo il -34% di marzo), con andamenti settoriali molto differenti, dalla diminuzione del -38% nei servizi di alloggio e ristorazione nel primo quadrimestre dell’anno, all’aumento del +88% nella sanità e assistenza sociale. 

Infine, nei dati Inps esplodono le ore di Cassa Integrazione richieste per far fronte all’emergenza Covid-19: 295 milioni di ore autorizzate in Lombardia ad aprile (182 milioni) e maggio (113 milioni), in soli due mesi pari al 95% di quelle riferite all’intero anno 2010, picco della Grande Crisi.

Scarica il rapporto completo "Booklet Economia - La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo - N. 45/giugno 2020"