LODI 02/07/2026
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LODI 02/07/2026

L’agribusiness si conferma il vero e proprio pilastro economico e strategico della provincia di Lodi, consolidandosi come un ecosistema d'eccellenza capace di integrare in modo virtuoso la produzione agricola, il tessuto imprenditoriale e i principali attori dell’innovazione. Secondo i dati emersi dall’analisi “Your Next Lodi 2030”, realizzata dal Centro Studi, Territorio e Ambiente di Assolombarda, l'intera catena del valore — che conta ben 1.067 imprese e quasi 7mila addetti — è in grado di attivare direttamente 744 milioni di euro di valore aggiunto, arrivando a incidere per un rilevante 9,5% sul PIL dell'intera provincia.
Questo primato poggia su fondamenta solide e su una crescita straordinaria: tra il 2019 e il 2024 la filiera ha registrato un incremento del valore aggiunto pari al +57,2%, trainata in particolar modo dalle performance della trasformazione alimentare (+58,7%) e del comparto agricolo (+49,6%). A questa spinta interna si associa una decisa proiezione internazionale, con l'export dell'industria alimentare lodigiana che ha sfiorato i 662 milioni di euro nel 2025 (+45,1% rispetto al 2019), supportata da un "sistema della conoscenza" unico che vede concentrate nel Lodigiano ben 5 delle 12 realtà d'eccellenza mappate in Lombardia.
"Nel lodigiano tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda" ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda." La crescita della filiera dell’agribusiness testimonia la capacità delle imprese di creare valore, ma per consolidare questa traiettoria è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell'intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento". Biffi ha poi sottolineato l'importanza del progetto forgIA, l'ecosistema promosso dall'associazione per accompagnare le imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale: "Le nostre stime mostrano che un incremento della produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese industriali del territorio può generare 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto e una crescita di 0,8 punti di PIL nel quadrilatero di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Un potenziale che può tradursi in opportunità anche per il lodigiano, a condizione di continuare a investire sulle persone, sulle competenze e sulla collaborazione tra imprese, sistema della ricerca e istituzioni".
Un quadro di forte dinamismo confermato anche da Fulvio Pandini, Presidente della Sede di Lodi di Assolombarda: “Per difendere questa nostra eccellenza identitaria, legata a doppio filo alla terra, la sfida strategica diventa oggi sia l’implementazione dell’infrastrutturazione digitale in grado di sostenere la competitività delle imprese, sia l'accelerazione della rigenerazione urbana". Secondo Pandini, il recupero dei vecchi siti produttivi dismessi rappresenta infatti "una strada per circoscrivere il consumo di nuovo suolo senza alterare gli equilibri del territorio e, al contempo, per attrarre grandi capitali internazionali".
Il rapporto evidenzia un quadro macroeconomico provinciale complessivamente resiliente che, nonostante le frenate all'export manifatturiero a inizio 2026 causate dalle tensioni geopolitiche globali, stima una previsione di crescita dello 0,4% per l'anno in corso. A dare i riscontri più positivi è il mercato del lavoro: gli occupati sono saliti a quota 101 mila (+2 mila unità sul 2024), portando il tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,0% e posizionando Lodi come la seconda provincia più virtuosa della Lombardia. Permangono tuttavia criticità strutturali, come l'elevato mismatch tra domanda e offerta di lavoro (il 49,6% dei profili è di difficile reperimento), un tasso di inattività al 31,9% e il tasso di NEET al 13,8%, il più alto a livello regionale.
Infine, lo studio evidenzia come lo sviluppo del territorio sia fortemente condizionato dalle infrastrutture. Se l'asse nord-sud (A1, via Emilia, ferrovia Milano-Bologna e TEEM) garantisce un'eccellente connessione e un'alta concentrazione industriale e logistica (con 16 poli superiori ai 300.000 mq), la direttrice est-ovest mostra invece forti limiti storici dovuti a una rete ferroviaria a binario semplice non elettrificata. Per colmare questo divario sono previsti interventi strategici come la tangenziale di Casalpusterlengo, il potenziamento della Paullese e il futuro raddoppio della linea Codogno-Cremona-Piadena. In questo contesto, grazie anche alla spinta verso la transizione digitale tracciata dall'Accordo Quadro "Il Lodigiano connesso", la disponibilità di aree dismesse da rigenerare candida la provincia a diventare un polo di riferimento per nuovi insediamenti produttivi e per la competitività del territorio.