MILANO 23/04/2026
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MILANO 23/04/2026

Il quadro economico della Lombardia si fa sempre più incerto sotto la pressione dei conflitti internazionali. A tracciare un bilancio realistico e preoccupato è Mattia Macellari, Presidente della Piccola Industria di Assolombarda, intervistato da Fulvio Giuliani durante la trasmissione Iceberg su Antenna 3.
Il quadro economico della Lombardia si fa sempre più incerto sotto la pressione dei conflitti internazionali. A tracciare un bilancio realistico e preoccupato è Mattia Macellari, Presidente della Piccola Industria di Assolombarda, intervistato da Fulvio Giuliani durante la trasmissione Iceberg su Antenna 3.
Secondo Macellari, le otto settimane di conflitto in Medio Oriente, sommate al perdurante scontro tra Russia e Ucraina, stanno innescando un nuovo e violento shock sui costi di energia e materie prime. Questa situazione di instabilità ha costretto il Centro Studi di Assolombarda a rivedere drasticamente al ribasso le stime di crescita per il territorio. Se prima delle tensioni in Iran le previsioni indicavano una crescita dell’1%, oggi la stima per la Lombardia è scesa allo 0,6%, mentre il dato nazionale appare ancora più esiguo, fermandosi appena allo 0,3%.
Il cuore del problema risiede nell'impennata dei costi vivi della produzione. Se gas ed energia hanno subito un rincaro medio del 20%, sono le materie prime strategiche e i semilavorati a preoccupare maggiormente le piccole e medie imprese. L'alluminio, fondamentale per la filiera dell'automotive, registra un aumento del 16%, ma i rialzi colpiscono duramente anche zolfo e urea con un +50%, il metanolo con un +48% e il polipropilene con un +38%. Il Presidente ha avvertito che il problema non riguarda solo il prezzo, ma il rischio concreto di interruzione delle catene di fornitura, con difficoltà di approvvigionamento già visibili in molti comparti.
Macellari ha poi posto l'accento sul gap di competitività del sistema Italia rispetto ai partner europei, sottolineando come il nostro Paese paghi l'energia più del doppio rispetto alla Spagna. In questo scenario, la Francia beneficia di scelte strategiche compiute nel tempo, come il nucleare, che oggi tutelano maggiormente la sua industria.
Nonostante le difficoltà, la posizione della Piccola Industria di Assolombarda rimane ferma sulla responsabilità d'impresa. La richiesta rivolta alle istituzioni non riguarda i sussidi a pioggia; Macellari ha infatti chiarito che Assolombarda non chiede che lo Stato sostituisca il rischio imprenditoriale, che resta in capo all'azienda, ma esige un quadro normativo e infrastrutturale che permetta di operare in condizioni sostenibili.
In chiusura, un passaggio cruciale è stato dedicato al capitale umano e alla formazione. Per Macellari, la competitività futura passa inevitabilmente per una riforma che renda ITS e università più concreti e vicini alle esigenze reali del mondo produttivo. Si tratta di un lavoro di sistema che richiede tempo e un coinvolgimento diretto delle imprese per colmare il divario tra istruzione e lavoro.