Bandi e normative

Ultimi bandi e normative

Fondo per la Transizione Energetica nel settore industriale

Con Decreto Direttoriale n. 18 del 31/5/2024, il MASE ha aperto i termini per presentare le domande di aiuto al fine della compensazione dei costi indiretti delle emissioni di carbonio sostenuti da talune imprese nell’anno 2023. La domanda di aiuto potrà essere presentata, a decorrere dalle ore 9:00 del giorno 10 giugno 2024 e fino alle ore 19:00 del giorno 30 giugno 2024, utilizzando il modello reso disponibile sul sito web del soggetto gestore, firmato dal legale rappresentante e inviato al seguente indirizzo PEC fondotesi@pec.acquirenteunico.it con i relativi allegati.


Emissioni: attività in deroga - Nuovi allegati tecnici in vigore dal 14 maggio 2024

Con il decreto 7082 del 09/05/2024, Regione Lombardia ha pubblicato la revisione degli allegati tecnici relativi le autorizzazioni alle emissioni in deroga, ai sensi del art.272 comma 2 e 3 del D.lgs 152/06. Le imprese che dovranno procedere al rinnovo dell'autorizzazione in deroga o presentare una nuova domanda di adesione, utilizzeranno i nuovi allegati tecnici dal n.2 al n.36. Le imprese con autorizzazione in deroga in scadenza (15 anni dalla data di presentazione della domanda di adesione) dovranno presentare la domanda di rinnovo almeno 45 giorni prima del termine di validità dell’autorizzazione.


Pacchetto Investimenti Regione Lombardia – linea Green

L’incentivo è rivolto a strutturati progetti di investimento da parte delle piccole e medie imprese con l’obiettivo di conseguire delle significative riduzioni delle emissioni climalteranti - emissioni dirette ed indirette di gas ad effetto serra. E’ previsto un contributo a fondo perduto e una garanzia gratuita su finanziamenti da concedere a condizioni di mercato.

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Ri.CIRCO.LO.: Bando per le pmi per sviluppare azioni di economia circolare

Dedicato alle piccole e medie imprese delle filiere della plastica e tessile, prevede contributi a fondo perduto per lo sviluppo di azioni di economia circolare per conseguire la riduzione ed una migliore gestione dei rifiuti. Le domande possono essere presentate sino al 3 settembre 2024

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Bando Simest per la Transizione Digitale ed Ecologica

L’incentivo è dedicato alle imprese esportatrici di qualsiasi dimensione aziendale per favorire la transizione ecologica e digitale. E’ previsto un mix di contributi, con finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Sono ammissibili a titolo di esempio sia interventi di efficientamento energetico, come l’installazione di pannelli fotovoltaici che l’ottenimento di certificazioni ambientali.

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Il programma Life per l’ambiente

Life è l’unico incentivo europeo dedicato esclusivamente all’ambiente, alla conservazione della natura e alle tematiche del cambiamento climatico, incluse l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. E’ adatto a tutte le tipologie di aziende con investimenti dimostrativi da realizzare. Nato il 21 maggio 1992 ha cofinanziato con contributi a fondo perduto più di 6.000 progetti.

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Sostenibilità, cos’è la Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD

Dal 2024, aumenterà gradualmente la platea di imprese che dovrà rendicontare l'impatto ambientale, sociale ed economico utilizzando criteri uniformi a livello europeo. La "Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD" (Direttiva 2022/2464) è entrata ufficialmente in vigore il 5 gennaio 2023. Le principali novità introdotte dalla CSRD in tema di rendicontazione della sostenibilità aziendale sono: L’ampliamento dei soggetti interessati. Rispetto alla precedente normativa, a livello europeo si passerà da 11.600 imprese a 49.000, di cui quasi 7.000 solo in Italia, con tempistiche definite. Dal 2025 toccherà le imprese attualmente soggette alla direttiva NFRD: imprese quotate, banche e assicurazioni che abbiano avuto in media durante l’esercizio finanziario un numero di dipendenti > 500 e che, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti dimensionali: 20 milioni di euro di stato patrimoniale, 40 milioni di euro di ricavi netti. Dal 2026 sarà il turno delle grandi imprese non quotate che, alla data di chiusura del bilancio, anche su base consolidata, abbiamo superato almeno due dei seguenti criteri dimensionali: > 250 dipendenti, 20 milioni di euro di stato patrimoniale, 40 milioni di euro di ricavi netti. Dal 2027 dovranno redigere la CSRD le piccole e medie imprese quotate (escluse le microimprese), gli istituti di credito di piccole dimensioni non complessi e le imprese di assicurazioni dipendenti da un Gruppo (“captive”). Le imprese e figlie succursali con capogruppo extra-UE, per le quali la capogruppo abbia generato in UE ricavi netti superiori a 150 milioni di euro per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi e almeno: un’imprese figlia soddisfi i requisiti dimensionali della CSRD, una succursale abbia generato ricavi netti superiori a 40 milioni di euro nell’esercizio precedente. Dal 2029: Le imprese e figlie succursali con capogruppo extra-UE, per le quali la capogruppo abbia generato in UE ricavi netti superiori a 150 milioni di euro per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi e almeno: un’imprese figlia soddisfi i requisiti dimensionali della CSRD, una succursale abbia generato ricavi netti superiori a 40 milioni di euro nell’esercizio precedente. I contenuti della comunicazione sulla sostenibilità dovranno contenere una descrizione: del modello di business e della strategia aziendale che indichi la resilienza ai rischi connessi alle questioni di sostenibilità, le opportunità per l’impresa connesse alle questioni di sostenibilità, i piani dell’impresa che favoriscono la transizione ambientale; degli obiettivi connessi alle questioni di sostenibilità e dei relativi progressi, gli interessi degli stakeholder; del ruolo degli organi di amministrazione, gestione e controllo riguardo alle tematiche ESG e le forme di incentivazione previste per i membri della governance legate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità; dei principali rischi per l’impresa connessi alle questioni di sostenibilità; delle informazioni sulle attività immateriali, compreso il capitale intellettuale, umano, sociale e relazionale. La direttiva richiede di includere l’informativa di sostenibilità all’interno della Relazione sulla Gestione e non in un documento a sé stante. Ciò permetterà una pubblicazione simultanea di informazioni finanziarie e no, con lo scopo di poterle leggere e analizzare in maniera integrata. Il principio di doppia materialità. Le imprese saranno tenute a specificare sia come i fattori di sostenibilità influenzino lo sviluppo e la performance aziendali (prospettiva outside-in), sia come l’attività dell’azienda impatti sulla società e sull’ambiente (prospettiva inside-out). Nel perimetro di riferimento del bilancio le imprese dovranno includere anche le informazioni sugli impatti materiali, sui rischi e sulle opportunità connesse all’intera catena del valore a monte (upstream) e a valle (downstream), quali risultanti delle attività di due diligence e dell’analisi di materialità. La Commissione ha adottato degli standard europei di informativa sulla sostenibilità (ESRS) - elaborati dallo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) - che dovranno essere utilizzati da tutte le imprese soggette alla direttiva. Gli standard contengono principi di informativa su fattori ambientali, sociali e di governance. In particolare, le informazioni ambientali verranno comunicate secondo i criteri previsti dalla Tassonomia Green. L'EFRAG sta inoltre sviluppando una proposta per l'adozione di standard volontari e non giuridicamente vincolanti di rendicontazione della sostenibilità (VSRS) da applicare alle piccole e medie imprese che non rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD. Tali standard, applicando i principi di informativa ESRS con il massimo grado di proporzionalità e semplificazione, mirano ad essere supporto per le PMI non quotate nell’inizio del loro percorso di sostenibilità ed un punto di riferimento per le controparti nella catena del valore e per i finanziatori. La direttiva introduce l’obbligo di redigere il bilancio e la relazione sulla gestione in formato elettronico (XHTML) e di contrassegnare tramite tag le informazioni sulla sostenibilità. Tale sistema di “marcatura digitale” sarà strettamente connesso alla implementazione del “Punto di accesso unic5r4o europeo”


Regione Lombardia: 25 milioni per la smart mobility

Milano - Uno stanziamento di 25 milioni di euro per promuovere sul territorio lombardo condizioni favorevoli alla sperimentazione e all’implementazione di soluzioni innovative nel settore della mobilità tali da offrire ai cittadini, grazie alla condivisione intelligente dei dati, l’esperienza di una mobilità facilmente accessibile, sicura e sostenibile. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta, su proposta dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi che avvia la fase 2 dell’iniziativa ‘Smart Mobility Data Driven’. La prima si era conclusa con l’ammissione di tutti i soggetti pubblici, prevalentemente enti locali, che hanno proposto soluzioni innovative e di eccellenza. “E’ un bando molto innovativo – spiega Fermi – perché parliamo di mobilità intelligente, sostenibile e accessibile. Al di là del cospicuo finanziamento, sottolineo il fatto che si tratta di un bando inclusivo, che promuove l’aggregazione e la cooperazione tra soggetti, anche per razionalizzare i costi. Inoltre, i progetti presentati dovranno essere basati sull’uso intelligente dei dati mediante l’innovativo ecosistema regionale di scambio dati E015 (requisito obbligatorio e premiante). Questo bando è frutto della Politica di Innovazione responsabile, visto che è nato da un processo di Citizen engagement che raccoglie le raccomandazioni di un panel di cittadini”. I progetti dovranno: - prevedere un importo minimo di spesa ammissibile pari a 800.000 euro con un contributo concedibile pari al 100% delle spese ammissibili con un tetto massimo pari a 2,5 milioni di euro; - comportare investimenti sul territorio lombardo per la realizzazione di nuovi servizi di mobilità di interesse pubblico; - essere sviluppati in uno solo degli Ambiti di innovazione indicati; - mettere a disposizione di tutti i soggetti pubblici e privati aderenti all’Ecosistema digitale E015 i dati prodotti in ambito mobilità. Gli ambiti di innovazione previsti sono: - mobilità intelligente con interventi per la qualità e la sicurezza degli spostamenti, con ricadute positive anche sull’ambiente, mediante l’uso di tecnologie digitali intelligenti e/o sperimentazione di veicoli a guida semi-assistita/autonoma; - mobilità sostenibile con la realizzazione di infrastrutture digitali per incentivare e favorire la mobilità sostenibile tramite pianificazione data driven; -  mobilità accessibile tramite la connessione di territori attraverso tecnologie e infrastrutture digitali che offrono nuovi modelli di mobilità basati sui bisogni degli utenti.