Geopolitica e Terre Rare il tema discusso nella sede di Assolombarda il 17 marzo, col supporto di Milano Finanza e la partecipazione, tra gli altri, del commissario europeo per le Politiche regionali, Raffaele Fitto, del presidente dell’istituto Jacques Delors, del giornalista Paolo Gila (autore di un libro sull’argomento). A introdurre i lavori il presidente di Assolombarda Alvise Biffi, che ha messo a fuoco il contesto difficile nel quale si trova il mondo dell’industria, che affronta ogni giorno i costi fuori controllo delle materie prime. “Garantire alle imprese energia disponibile, sostenibile e a costi competitivi è infatti una condizione essenziale per la sopravvivenza della nostra base industriale, per accompagnare la transizione tecnologica ed energetica. È dunque prioritario diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da combustibili fossili per accrescere l'autonomia energetica e per proteggerci dall'instabilità dei prezzi”. "Abbiamo la certezza che entro un mese non ci sarà la de escalation gli impatti saranno decisamente molto rilevanti", ha ricordato Biffi. "Ci sono grandissimi punti di preoccupazione sul tema degli approvvigionamenti delle materie prime che a causa della guerra hanno percorsi più lunghi - ha spiegato Biffi, in merito alle conseguenze della guerra in Iran e al blocco dello stretto di Hormuz -, per tutto quello che è l'energia elettrica, arrivano materie prime specificamente dall'area del Golfo e quindi creano un problema". Biffi ha poi ricordato i 5 miliardi di interscambio "del nostro territorio nell'area di guerra e quindi naturalmente sono rallentati" e "la grandissima preoccupazione per la crescita dei costi energetici che già stanno impattando in modo molto importante sui numeri della nostra economia". La Cina ha raggiunto "il 60% dell'estrazione mondiale di terre rare e l'80% della loro raffinazione", ha ricordato ancora Biffi. L'Italia ha soprattutto un'industria trasformativa e l'approvvigionamento delle materie prime è essenziale per la nostra manifattura. Anche tutte le nuove tecnologie che accelerano il modello di fare industria hanno bisogno di queste materie prime. E per esempio Difesa e aerospazio dipendono da materie come litio, cobalto, nichel, titanio, grafite che non sono distribuite in modo uniforme. Tutto ciò introduce una nuova azione geopolitica, essenziale per i nostri imprenditori", spiega Biffi, ricordando che per esempio la Repubblica del Congo produce il 70% del cobalto mondiale, fondamentale per le batterie, mentre l'Indonesia "domina nella produzione del nichel". "Attualmente i Paesi Ue utilizzano circa 5mila tonnellate di litio all'anno, ma la previsione di consumo entro il 2030 è superiore alle 50mila tonnellate. Per la nostra maggior sicurezza dobbiamo soprattutto analizzare il fabbisogno industriale europeo del futuro perché ora non ne abbiamo un'idea chiara, anche per poter diversificare gli approvvigionamenti", conclude il presidente di Assolombarda. Il commissario Fitto ha sottolineato che "oggi il tema dell'approvvigionamento delle materie prime riguarda direttamente la sicurezza strategica a la resilienza economica dell'Europa", con il Critical Raw Materials Act, l'Unione europea ha stabilito che al 2030 dovrà estrarre in proprio almeno il 10% delle terre rare delle quali necessita e trasformarne almeno il 40%. "Le crisi che stiamo vivendo stanno portando al centro la questione degli approvvigionamenti: l’Europa non può permettersi una nuova dipendenza sulle terre rare, ma chiaramente dipende ancora da forniture esterne. L'Unione deve quindi rafforzare la propria autonomia strategica e differenziare gli approvvigionamenti". In questo campo "i fondi pubblici europei sono un potente catalizzatore, ma in questa sfida il ruolo del capitale privato è insostituibile: politica, economia e finanza devono procedere insieme", ha concluso Fitto.