GranMix, una invenzione targata Ferrari che ha fatto storia

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Sembra una favola moderna ma è semplicemente una storia d’impresa. Si chiama Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa l’azienda protagonista del racconto, che ha saputo scegliere ricerca e innovazione nel momento giusto. Il prodotto più venduto e conosciuto è GranMix."È diventato il pilastro della nostra azienda ma pensi che fu una scelta pionieristica, quasi di rottura per un mercato, all’epoca, piuttosto statico, aprendo un varco ai formaggi grattugiati freschi. Oggi – spiega Laura Ferrari, Presidente della società - è una consuetudine trovare al supermercato ampi spazi degli scaffali riservati al formaggio grattugiato fresco – un prodotto indispensabile nella cucina italiana - ma nel 1985 era una categoria sconosciuta. Il GranMix è stato il primo. All’estero si vendevano formaggi grattugiati essiccati, di scarsa qualità”. Ma chi pensò a questa innovazione? “L’idea di Giovanni Ferrari era stata quella di utilizzare la tecnologia dell’atmosfera modificata – oggi atmosfera protettiva – per il confezionamento di formaggi di qualità, grattugiati e confezionati freschi. Mio padre, per imparare l’utilizzo di questa tecnologia, si recò in Francia dove era impiegata per il rapè dell’Emmental, ma naturalmente doveva essere adattata ai nostri formaggi. La ricerca fu approfondita grazie anche alla collaborazione col professor Luciano Piergiovanni – titolare di una cattedra dedicata al packaging - dell’università Statale, dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari. Nel 2019 questa innovazione fu riconosciuta tra le più significative in campo industriale e presentata nella mostra “Genio e Impresa” di Assolombarda. Una innovazione che seguiva i nuovi stili di vita, “salva tempo” in cucina. Mio padre ideò anche quel gusto unico che fu chiamato GranMix, per rispondere alle esigenze dei consumatori e che sullo scaffale all’epoca aveva come solo concorrente la grattugia tradizionale”.
Le origini dell'azienda risalgono al 1823: un piccolo caseificio nel cuore della pianura Padana, la terra più ricca di latte del Balpaese. Latte che all'epoca veniva in gran parte lavorato nelle grandi cascine e trasformato in burro, mascarpone, grana e paste filate. Si affinava così nel lodigiano l'arte di produrre formaggi. Strada facendo il caseificio Ferrari è diventato leader europeo e oggi i suoi prodotti di punta sono sul banco di ogni supermercato che si rispetti. “grazie alla curiosità e all’ingegno di mio padre Giovanni”, continua Laura Ferrari, Presidente dell’azienda” rifondata” da Giovanni Ferrari, che le assegnò una nuova e moderna missione.
“Oggi GranMix, in tutte le sue nuove declinazioni, come il pecorino e i gusti arricchiti, nella categoria dei misti è leader di mercato, in generale siamo al secondo posto. Come Ferrari abbiamo la gamma più ampia. A sostegno della marca investiamo in comunicazione, pensi che negli anni 80 siamo stati tra i primi a promuovere i nostri prodotti con la televisione di Berlusconi. Abbiamo avuto testimonial importanti, come Topo Gigio, poi ne sono arrivati altri (Paolo Bonolis, Iva Zanicchi, Carlo Conti, Antonella Clerici), abbiamo sempre sostenuto al meglio il marchio GranMix Ferrari”.
Ferrari non solo è conosciuta per il know-how nel packaging, ma la realtà produttiva comprende i grandi formaggi della tradizione italiana “Si, produciamo Parmigiano Reggiano di Montagna DOP in due caseifici della Val di Taro, e non solo”.
Il Gruppo Ambrosetti, qualche tempo fa (2023), ha elaborato una ricerca sull’azienda, con risultati importanti. “Ferrari Formaggi – scrive Ambrosetti nel report - si distingue nel settore lattiero-caseario per la produzione, selezione, stagionatura e confezionamento di formaggi duri (grattugiati e non). Questi formaggi, come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, sono altamente riconosciuti e apprezzati a livello nazionale e internazionale. Nonostante le crisi economiche e le sfide legate alle catene di approvvigionamento, il mercato dei formaggi duri continua a crescere più del mercato di riferimento, anche in periodi inflattivi come l’attuale, e Ferrari Formaggi è in grado di beneficiare di questa tendenza grazie alla sua forte specializzazione e riconoscibilità nel settore”. “Ferrari dà vita, quindi, ad un nuovo segmento di mercato (i formaggi grattugiati freschi) che oggi vale circa il 25% del comparto dei formaggi duri in Italia. Tale innovazione, che ha permesso di avere formaggi duri grattugiati e confezionati freschi, ha portato enormi benefici al mercato lattiero-caseario complessivo, tanto in Italia – dove si è aperto un nuovo comparto – quanto nei mercati esteri – dove si è sostituito un prodotto contenente formaggi essiccati e non freschi con un prodotto di qualità di vera origine italiana, contrastando il fenomeno dell’italian sounding”. Ferrari ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità 2024, redatto volontariamente per rendere misurabile e condivisibile l’impegno quotidiano e la visione chiara delle azioni intraprese, dei risultati raggiunti e degli obiettivi definiti nel progetto “Casa della Sostenibilità”, che negli ultimi anni ha orientato le scelte strategiche. Casa  costruita su tre pilastri: l’innovazione nei materiali e negli imballaggi, con l’obiettivo prioritario di utilizzare confezioni realizzate in plastica riciclabile e riciclata, contribuendo così alla riduzione dell’impatto ambientale; il benessere animale, ambito in cui si è raggiunta la certificazione “Benessere animale” per i caseifici impiegati nella produzione a marchio, a conferma  dell’impegno costante verso pratiche etiche e responsabili; la riduzione delle emissioni, attraverso l’ottimizzazione di impianti, processi produttivi e logistica, nonché l’investimento in impianti fotovoltaici presso i siti produttivi, con l’obiettivo  di aumentare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Sembra una favola moderna ma è semplicemente una storia d’impresa. Si chiama Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa l’azienda protagonista del racconto, che ha saputo scegliere ricerca e innovazione nel momento giusto. Il prodotto più venduto e conosciuto è GranMix."È diventato il pilastro della nostra azienda ma pensi che fu una scelta pionieristica, quasi di rottura per un mercato, all’epoca, piuttosto statico, aprendo un varco ai formaggi grattugiati freschi. Oggi – spiega Laura Ferrari, Presidente della società - è una consuetudine trovare al supermercato ampi spazi degli scaffali riservati al formaggio grattugiato fresco – un prodotto indispensabile nella cucina italiana - ma nel 1985 era una categoria sconosciuta. Il GranMix è stato il primo. All’estero si vendevano formaggi grattugiati essiccati, di scarsa qualità”. Ma chi pensò a questa innovazione? “L’idea di Giovanni Ferrari era stata quella di utilizzare la tecnologia dell’atmosfera modificata – oggi atmosfera protettiva – per il confezionamento di formaggi di qualità, grattugiati e confezionati freschi. Mio padre, per imparare l’utilizzo di questa tecnologia, si recò in Francia dove era impiegata per il rapè dell’Emmental, ma naturalmente doveva essere adattata ai nostri formaggi. La ricerca fu approfondita grazie anche alla collaborazione col professor Luciano Piergiovanni – titolare di una cattedra dedicata al packaging - dell’università Statale, dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari. Nel 2019 questa innovazione fu riconosciuta tra le più significative in campo industriale e presentata nella mostra “Genio e Impresa” di Assolombarda. Una innovazione che seguiva i nuovi stili di vita, “salva tempo” in cucina. Mio padre ideò anche quel gusto unico che fu chiamato GranMix, per rispondere alle esigenze dei consumatori e che sullo scaffale all’epoca aveva come solo concorrente la grattugia tradizionale”.
Le origini dell'azienda risalgono al 1823: un piccolo caseificio nel cuore della pianura Padana, la terra più ricca di latte del Balpaese. Latte che all'epoca veniva in gran parte lavorato nelle grandi cascine e trasformato in burro, mascarpone, grana e paste filate. Si affinava così nel lodigiano l'arte di produrre formaggi. Strada facendo il caseificio Ferrari è diventato leader europeo e oggi i suoi prodotti di punta sono sul banco di ogni supermercato che si rispetti. “grazie alla curiosità e all’ingegno di mio padre Giovanni”, continua Laura Ferrari, Presidente dell’azienda” rifondata” da Giovanni Ferrari, che le assegnò una nuova e moderna missione.
“Oggi GranMix, in tutte le sue nuove declinazioni, come il pecorino e i gusti arricchiti, nella categoria dei misti è leader di mercato, in generale siamo al secondo posto. Come Ferrari abbiamo la gamma più ampia. A sostegno della marca investiamo in comunicazione, pensi che negli anni 80 siamo stati tra i primi a promuovere i nostri prodotti con la televisione di Berlusconi. Abbiamo avuto testimonial importanti, come Topo Gigio, poi ne sono arrivati altri (Paolo Bonolis, Iva Zanicchi, Carlo Conti, Antonella Clerici), abbiamo sempre sostenuto al meglio il marchio GranMix Ferrari”.
Ferrari non solo è conosciuta per il know-how nel packaging, ma la realtà produttiva comprende i grandi formaggi della tradizione italiana “Si, produciamo Parmigiano Reggiano di Montagna DOP in due caseifici della Val di Taro, e non solo”.
Il Gruppo Ambrosetti, qualche tempo fa (2023), ha elaborato una ricerca sull’azienda, con risultati importanti. “Ferrari Formaggi – scrive Ambrosetti nel report - si distingue nel settore lattiero-caseario per la produzione, selezione, stagionatura e confezionamento di formaggi duri (grattugiati e non). Questi formaggi, come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, sono altamente riconosciuti e apprezzati a livello nazionale e internazionale. Nonostante le crisi economiche e le sfide legate alle catene di approvvigionamento, il mercato dei formaggi duri continua a crescere più del mercato di riferimento, anche in periodi inflattivi come l’attuale, e Ferrari Formaggi è in grado di beneficiare di questa tendenza grazie alla sua forte specializzazione e riconoscibilità nel settore”. “Ferrari dà vita, quindi, ad un nuovo segmento di mercato (i formaggi grattugiati freschi) che oggi vale circa il 25% del comparto dei formaggi duri in Italia. Tale innovazione, che ha permesso di avere formaggi duri grattugiati e confezionati freschi, ha portato enormi benefici al mercato lattiero-caseario complessivo, tanto in Italia – dove si è aperto un nuovo comparto – quanto nei mercati esteri – dove si è sostituito un prodotto contenente formaggi essiccati e non freschi con un prodotto di qualità di vera origine italiana, contrastando il fenomeno dell’italian sounding”. Ferrari ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità 2024, redatto volontariamente per rendere misurabile e condivisibile l’impegno quotidiano e la visione chiara delle azioni intraprese, dei risultati raggiunti e degli obiettivi definiti nel progetto “Casa della Sostenibilità”, che negli ultimi anni ha orientato le scelte strategiche. Casa  costruita su tre pilastri: l’innovazione nei materiali e negli imballaggi, con l’obiettivo prioritario di utilizzare confezioni realizzate in plastica riciclabile e riciclata, contribuendo così alla riduzione dell’impatto ambientale; il benessere animale, ambito in cui si è raggiunta la certificazione “Benessere animale” per i caseifici impiegati nella produzione a marchio, a conferma  dell’impegno costante verso pratiche etiche e responsabili; la riduzione delle emissioni, attraverso l’ottimizzazione di impianti, processi produttivi e logistica, nonché l’investimento in impianti fotovoltaici presso i siti produttivi, con l’obiettivo  di aumentare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.